20-02-2020

Incontrarsi per informare e formare

A Cuneo è previsto un momento di discussione sul modello “démarche publique” BDM per la seconda metà di marzo.

OACN, insieme a iiSBE e a Regione Piemonte, ha predisposto l’organizzazione di un incontro durante il quale esporre pubblicamente alcuni progetti di fronte a due tavoli di esperti, sul modello “démarche publique” BDM. Si terrà nella seconda metà marzo.

Il modello BDM

All’interno della certificazione BDM, gestita dall’associazione EnvirobatBDM, viene utilizzata una metodologia di certificazione partecipata, ma anche di garanzia (in quanto si presuppone un più alto livello di garanzia come conseguenza a una maggiore trasparenza del sistema di certificazione stesso). Questo approccio innovativo nasce nell’ambito dell’agricoltura biologica per poi essere trasferito anche nell’edilizia sostenibile ed esprime il concetto di “partecipazione” attraverso alcuni step.

Infatti, durante lo svolgimento vengono organizzate tre commissioni: una in fase di progetto, una in fase di costruzione e l’ultima in fase di utilizzo dell’edificio.

Uno degli obiettivi principali è attivare un vero e proprio esercizio di intelligenza collettiva nel momento in cui si cercano di individuare le opportunità di miglioramento analizzando e ragionando sul progetto stesso.

Le commissioni sono composte da esperti in diversi campi, dalla progettazione, ai sistemi tecnici, fino alla sociologia (quelle francesi sono legate al modello BDM, quelle di Cuneo al protocollo Itaca).

A livello concreto, i progetti vengono presentati in fase di certificazione e sono illustrati i risultati e i punteggi che il lavoro sta ottenendo in base ai termini della stessa. Seguono la valutazione e la discussione tesa a proporre interventi migliorativi. In questa fase può intervenire anche il pubblico, proprio nell’ottica di un approccio inclusivo. Tale metodologia non è fondamentale solo dal punto di vista dello scambio, ma anche come momento formativo: per chi partecipa c’è la possibilità di apprendere.

Dunque con il termine “partecipativo” si intende questo tipo di approccio, dal momento che normalmente tutti i processi di certificazione di tutti i protocolli sono chiusi. Il metodo BDM amplifica questo concetto, garantendo l’interazione non solo in fase di progettazione (come nel caso dell’incontro all’interno del progetto Habit.A), ma programmando anche un incontro durante la fase di realizzazione – invitando l’impresa coinvolta – e infine anche in fase di utilizzo, con la presenza degli utenti che vengono ascoltati in termini di comfort e qualità abitativa.

BDM e Itaca a confronto

Diversamente dal metodo classico, nel BDM formazione e certificazione sono combinate per far crescere le competenze dei professionisti e massimizzare lo scambio eterogeno.

Inoltre, nel caso francese i membri della commissione hanno la possibilità di dare un voto che si va a sommare agli altri punti derivati da valutazioni tecniche: il voto è legato a valutazioni più soggettive e di tipo qualitativo. La commissione dunque incide sulla totalità.

Una netta differenza fra il protocollo Itaca e il sistema BDM sta nella volontarietà. In particolare, in Italia gli edifici vengono certificati secondo il modello Itaca su richiesta per ricevere un incentivo finanziario, piuttosto che un finanziamento. Dunque è uno strumento istituzionale che le autorità possono usare per erogare benefici, necessario per inserire nelle politiche gli obiettivi di sostenibilità nella costruzione.

Nel caso del sistema BDM si tratta di un processo volontario: nasce dai progettisti per i progettisti, non dalle istituzioni, con cui incrementare i principi della sostenibilità. Lo scopo è incrementare le conoscenze sul tema.

 

L’incontro a marzo

L’evento che si terrà a Cuneo servirà per capire se sia possibile l’adozione di un approccio del genere anche in Italia. Nello specifico verrà organizzata una commissione sul modello BDM.

Sarà presentato un progetto di fronte a un pubblico composto dal committente, dalla commissione, costituita da diversi esperti e disposta su due tavoli e dai partecipanti alla giornata.

Durante l’intervento saranno indicati tutti gli aspetti tecnici, materiali, tecnologie, ma anche i punteggi ottenuti dall’edificio in base ai parametri richiesti. Una volta terminata la presentazione inizierà il dibattito in cui la commissione, precedentemente istruita, potrà esporre ogni dubbio o curiosità, con una finalità migliorativa, e anche il pubblico potrà intervenire per richiedere informazioni.

Uno degli aspetti più positivi dell’evento, al di là degli scambi e della possibilità di imparare, è la possibilità attraverso la commissione di valutare aspetti non calcolabili in modo quantitativo.

In un protocollo possono essere valutati tutti gli aspetti tecnici, ma nell’ambito della sostenibilità esistono aspetti altrettanto importanti di natura qualitativa, dunque difficili da quantificare attraverso una cifra numerica: la commissione permette di prendere in considerazione anche questa parte, per una visione più olistica.