23-08-2020

La certificazione partecipata di garanzia: EnvirobatBDM

Florence Rosa ci spiega il funzionamento della certificazione partecipata di garanzia, attraverso l’esperienza EnvrobatBDM

Durante l’incontro online formativo del 28 aprile, “Certificazione partecipata di garanzia per la qualità architettonica degli edifici: esperienza EnvirobatBDM”, organizzato dall’Ordine degli Architetti, P.P. e C. di Cuneo e Regione Piemonte – Direzione Agricoltura, in collaborazione con iiSBE Italia R&D, EnvirobatBDM, Regione Piemonte – Direzione Ambiente, Energia e Territorio, Florence Rosa, Presidente di EnvirobatBDM, ci ha spiegato il modello di certificazione partecipata di garanzia.

 

“Il settore dell’edilizia è il primo consumatore di energia finale (43%), per questo motivo cresce la necessità di adattare il parco immobiliare ai cambiamenti climatici. Lo scopo di EnvirobatBDM, infatti, è la promozione della riqualificazione edilizia e lo sviluppo sostenibile, per ridurre i consumi energetici favorendo l’uso di fonti rinnovabili, senza rinunciare al comfort.

 

Ma come fare per realizzare questo obiettivo?

Costruire significa far interagire e lavorare insieme diverse professioni. Ad oggi, solo il 10% delle costruzione sono compatibili con l’ambiente.

 

La soluzione ipotizzata dunque è stata cercare di riunire la rete interprofessionale di costruzione e sviluppo (EnvirobatBDM) e farla evolvere verso la sostenibilità, attraverso alcuni passaggi:

  • con la valutazione dei progetti e attori con lo strumento di approccio BDM
  • con la condivisione delle risorse dal feedback REX (ritorni di esperienza)
  • con l’identificazione delle barriere per diffondere le migliori pratiche
  • con lo sviluppo del mercato dell’edilizia sostenibile (domanda e offerta).

 

Secondo questo approccio, la condivisione è un elemento fondamentale per il progresso. E insieme alla solidarietà e all’accoglienza, costituiscono i valori principali della rete.

 

Entrando più nello specifico dell’approccio BDM, con esso si intende un sistema di garanzia partecipativo (SPG) fondato nel 2008 per sostenere l’integrazione dello sviluppo sostenibile nel settore edilizio della regione PACA. La dimensione SPG fa parte dell’identità di BDM, una dinamica che rende l’approccio originale ed efficace.

 

Gli SPG sono sistemi di garanzia della qualità sostenibili a livello locale per mercati definiti. Gli SPG certificano beni e servizi sulla base della partecipazione attiva delle parti interessate e si basano sulla fiducia e sulla rete di conoscenze.

 

Le tematiche su cui intervengono sono 7, per una visione globale e trasversale: gestione del progetto, materiali, acqua, social ed economia, territorio e sito, energia, comfort e salute.

L’approccio BDM lavora in quattro categorie e attraverso tre fasi.

 

Le categorie sono:

 

  • la tipologia: habita collettivo, terziario, insegnamento, abitazione individuale, edificio di processo
  • l’azione: nuove costruzioni, riqualificazione, riqualificazione del sito occupato
  • la densità urbana: densità urbana, densità periurbana, densità rurale
  • il clima: mediterraneo, black country med, media montagna, alta montagna.

 

 

Le fasi, invece:

 

  • progettazione: progetto definitivo
  • realizzazione: consegna dell’edificio
  • utilizzo: due anni di attività.

 

Inoltre, dall’inizio alla fine del processo, subentra una figura, chiamata “l’accompagnatore”, un professionista integrato nel progetto con il ruolo di accompagnarne l’evoluzione grazie ai feedback.

Per poter svolgere questo ruolo, la figura professionale deve avere un’esperienza minima di cinque anni nel settore dell’edilizia, aver fatto un sessione di formazione operativa BDM, partecipare a tre commissioni all’anno, certificare l’impegno in modo documentale.

 

Il sistema di calcolo dei punti nel modello BDM prevede l’assegnazione di medaglie appartenenti a tre livelli: bronzo (40 punti), argento (60) e oro (80). Attraverso la griglia referenziale si possono ottenere 90 punti, cui si aggiungono massimo 10 punti della commissione per la sostenibilità e massimo 5 per l’innovazione.

 

La valutazione SPG è:

 

  • interprofessionale: i membri provengono da diversi campi
  • trasparente: la deliberazione dei livelli e delle medaglie è pubblica
  • partecipativa: tutti i coinvolti condividono le loro posizioni
  • orizzontale: per garantire il principio di equità fra i presenti.

 

Un approccio del genere offre dei contributi evolutivi, in quanto gli attori evolvono insieme in una cultura comune. Ma non solo. Infatti, vengono acquisite nuove regole, create dai professionisti per i professionisti; vengono condivise esperienze diverse; si sviluppa il mercato tra domanda e offerta; si crea una sorta di emulazione per il migliore progetto. Infine, il processo, il punteggio e le assegnazioni sono chiare e trasparenti per tutti”.